I Libri

Il Mappamondo magicoMAGGIO 2015

Il Mappamondo magico (ed.Emi)

La polverosa cantina di nonno Luigi. Un vecchio armadio che ha l’aria di nascondere un tesoro. Un eccezionale oggetto misterioso… Michele ha scoperto il globotrasporto, con il quale esplorare altri mondi, vivere avventure mai immaginate, conoscere amici nuovi che vivono vite diverse dalla sua. In paesi lontani (ma non tutti!). Dopo quei viaggi, Micky non sarà più lo stesso.

Il Mappamondo magico è uno strumento per genitori e insegnanti: rivivendo l’avventura di Michele, i giovani lettori potranno conoscere la situazione di tanti bambini nel mondo, ma anche scoprire come aiutarli attraverso progetti concreti di solidarietà

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Chira PasticceraNOVEMBRE 2013

Chiara pasticcera (ed.Falzea), il nuovo e atteso libro di Alessandro.

Chiara Pasticcera, il libro che contiene più di 50 semplici ricette di dolci, pensate appositamente per essere realizzate interamente dai bambini. Il libro racconta la storia di Chiara che ha fondato il Dolce Club con le sue amiche passando per una ricetta a week end per un anno intero.

Per preparare i dolci, seguendo le ricette di Chiara Pasticcera, non c’è, infatti, bisogno di utilizzare alcun elettrodomestico e quindi non serve l’aiuto degli adulti.

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OTTOBRE 2012

Ad Haiti si nasce ultimi è disponibile in versione digitale su AMAZON.

Matt e SplatchFEBBRAIO 2011

 il nuovo libro di Alessandro.

Un fantasy.

MATT E SPLATCH
NEL REGNO DI SOTTOTERRA

Falzea Editore.

” … un libro fantastico da tenere sul comodino per imparare
la sfida del vivere e l’amore per gli altri … “
dalla prefazione di Michelle Hunziker

 Proprio come Matthew e i suoi amici, per andare avanti e accedere alla sezione di Matt e Splatch devi affrontare un LIBRO INDOVINACHIAVE, ecco l’indovinello:

TI APPARTIENE MA GLI ALTRI LO USANO PIU’ DI TE…

COS’E'?

Se indovini e clicchi la parola giusta che apre l’INDOVINACHIAVE accedi alla sezione di Matt e Splatch, altrimenti ti ritrovi nella home page, e… non barare!

ROSSETTOCHIAVEPORTAQUADERNOZAINOVIDEOGIOCOLIBROOROLOGIOBRACCIALETTOPALLONETV - NOMETELEFONOAGENDA

Haiti non muoreHAITI NON MUORE

Il terremoto, Skype e le adozioni internazionali.

Ed. Emi

12 Gennaio 2010: Haiti diventa famosa in tutto il mondo.

Alla notizia del terremoto di Haiti del 12 gennaio 2010, Alessandro si mobilita immediatamente. La tragedia lo tocca da vicino, a motivo della sua decennale frequentazione di quel paese pieno di incanti e di miserie.

È solo grazie a Skype che nei primi giorni riesce a comunicare con gli amici haitiani.

Due mesi dopo sarà sui luoghi per partecipare al completamento di un nuovo progetto: cento bambini abbandonati nella capitale distrutta vengono accolti nel centro di accoglienza realizzato dall’Anpil nella città di Port-de-Paix.

Nella sua appassionata cronaca del dopo terremoto, l’Autore ci apre gli occhi anche sulla problematica delle adozioni. E testimonia la costante ed efficace dedizione di volontari e missionari.

Haiti non muore 2

Dal capitolo “Le prime reazioni…”

Relativamente poche persone conoscono la sua esatta ubicazione, anche tra quelle che sono andate in vacanza sulla stessa isola di Hispaniola.

In molti confondono Haiti con Tahiti, in Polinesia, pensando a gonnelline di paglia e ghirlande.

In moltissimi ignorano che le acque calde del Mar dei Caraibi possano bagnare uno degli stati più poveri del mondo.

In Italia le prime notizie giungono alle 23,50 di un martedì che definirei nero come il buio che scende su Haiti quando tramonta il sole e non si accendono le lampadine per mancanza di corrente. Sembra ci sia stato un terremoto a poche miglia dalla costa ovest, di fronte alla capitale. Ci si aspettava uno tsunami, forse neanche tanto grande.

Il mattino seguente la terribile verità, i telegiornali e siti di news annunciano: «La capitale di Haiti, Port-au-Prince, è stata rasa al suolo da uno dei più forti terremoti degli ultimi 200 anni: 7,3 gradi della scala Richter».

La scossa è stata avvertita in maniera lieve nella vicina Repubblica Dominicana e anche nell’isola di Cuba.
Port-au-Prince, la capitale della Perla delle Antille, è totalmente coperta da una nube di polvere causata dallo sgretolamento simultaneo della maggior parte degli edifici della capitale. Immagini amatoriali registrate con il telefonino fanno il giro del mondo in ottanta secondi, grazie a internet. La regista e la sua amica hanno la fortuna di poterlo raccontare.

Si trovavano nella zona di Pétionville alta, la zona più ricca di un comune per benestanti, a pochi chilometri dalla capitale. Riprese tremolanti con la voce affannata per la paura, per quello che stava vedendo e per quello che aveva appena sentito sotto i suoi piedi.

Ecco il commento alle incredibili immagini: «Abbiamo avuto un terremoto… Quella è Port-au- Prince… Non si vede nulla… Non sappiamo cosa fare… Ma Lina è qui con me e… il mondo sta finendo…».

Ad Haiti si nasce ultimiAD HAITI SI NASCE ULTIMI

Ed. Emi

Port-de-Paix, Haiti.

Il racconto inizia nelle periferie di questo paese martoriato, tra i più poveri dell’America Latina.

I sentimenti e l’impegno dell’Autore si intrecciano con la dura vita quotidiana dell’isola.

Ad Haiti ci sono davvero le spiagge incantate dei depliant pubblicitari, ma anche discariche a cielo aperto, miseria, fame, malnutrizione, e malattie come dissenteria, tubercolosi, polmonite, morbillo continuano a seminare morte tra la gente.

Le coste di Haiti sono meravigliose, ma la vita media è di 49 anni. Nei villaggi turistici, quando c’erano, ci si divertiva fino a tardi, ma nella capitale la corrente elettrica arrivava soltanto una volta la settimana.

Ogni giorno i bambini lottano per la sopravvivenza, percorrono chilometri per andare a prendere l’acqua, non possono andare a scuola, giocare, vivere. 

Su mille nati, il 12% non raggiunge i cinque anni di età. 

A causa dell’incandescente clima politico e delle violenze che attraversavano il paese, il Ministero degli Esteri italiano consigliava di recarsi ad Haiti solo per ragioni improrogabili. 

I volontari ne hanno sempre avute a centinaia:

Alessandro Corallo

I bambini della baraccopoli di Fatima, tra cui Théophile, uno degli oltre 2 milioni di bambini nel mondo condannati dall’Aids.

Il ricavato della vendita del libro serve a finanziare il “Progetto Théophile” tramite il quale è possibile fare il test dell’Aids, seguire e curare i bambini della baraccopoli di Fatima, Port-de-Paix, Haiti.

Il progetto è già partito e i primi bambini si sono già sottoposti ai test di controllo.

Striscia la notizia, il programma di Antonio Ricci, ha più volte appoggiato le attività di Anpil, collegandosi anche in diretta telefonica con Haiti per avere notizie dei bambini adottati a distanza.